L’ultimo sabato con gli amici

Prima di procedere, ho creato una galleria immagini sul canale flickr della serata, dove si può vedere cosa gli amici intendono per il mangiare e cucinare sano. Ma torniamo alla scrittura.

L’ultima cena tra amici da Mimmo

Scritto così, sembrano le mie memorie, il mio ultimo desiderio prima di essere condannato a morte e finire all’Inferno, quel posto dove mettono musica tunzettara h24 e si avvicinano ragazze vestite in modo succinto e alla ps4 ci giocano loro e tu puoi star a vedere Final Fantasy CLIIX senza poter metter mano ai comandi.

Ma tu, mia splendida moglie, l’avevi definita così

Goditi questo sabato solo con gli amici. Perché tra poco arriverà il bimbo. Vai tranquillo e non mangiare tanto.

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Orgasmi in stecchini

Certo amore, passerò il sabato sera con gli amici in un ristorante vegano, come no. Noi siamo amanti del cucinare sano.

Da Mimmo è una impresa prenotare, ancor più quando devi accocchiare quindici teste, ma alla fine ci siamo mossi con due settimane di anticipo. Tu, amore mio immenso, agli sgoccioli della gravidanza dovevi restare dai tuoi e invece sabato sei voluta venir a casa.

E nonostante tutto mi hai detto di andare tranquillo, di non preoccuparmi. Tanto il policlinico è a due passi, se devo partorire mi faccio accompagnare dal cane. La mia parte l’ho fatta, ma tu categorica hai insistito affinché mi levassi dalle palle potessi star con gli amici, il nostro ultimo sabato. Spero davvero nell’arrivo del bimbo perché questi alcolizzati non li sopporto più.

I tuoi lo sanno che stai sola? Sì amore mio, vai tranquillo. Organizzazione Bionda impeccabile come sempre, ci vediamo alle 21. Chi arriva alle 20.30, chi alle 21.10, chi alle 22.45. Con la Bionda e Daitom noi arriviamo a un quasi perfetto 21.15. Tonio ci vede, prende delle birre, iniziamo a bere fuori e chi bussa alle spalle del Duca? Ma ovviamente Umberto! Papà della Strega e che ovviamente non sapeva un cazzo nulla del fatto che uscivo e tu saresti rimasta sola a casa. Quel che seguirebbero sarebbero una cinquantina di righe tutte barrate, quindi inutile riportare le dolcissime parole piene di stima di tuo padre.

Bene, ma non benissimo.

Finalmente ci decidiamo ad entrare e tutte le leggi del mainagioia convergono quella sera. E chi incontro? Colleghi di ufficio in trasferta, ma solo uno, uno buono che ne vale per centro. Casu, il Principe di Montecarlo, il teamleader bullo che si avvicina in ufficio, ti bestemmia, ti guarda e ti dice Ricordati che sono il tuo supervisore non puoi reagire pezzo di merda suddito inferiore. E ogni tanto ti spegne pure le sigarette dietro la schiena. Lì con amici e bimbi, due tenere bimbe di nome serial e killer e un altro bimbo di nome merilinmenson. Tre diavoli della fossa (Grado di Sfida 42 settati ostile) che si divertivano a seminare il terrore trai tavoli e che usavano gli stecchini degli spiedini per procurarti dolore nei dieci più dolorosi punti del corpo umano.

Sempre in questa splendida serata, Casu mi ha fatto poi vedere come essere un padre autoritario. Si avvicinava alla bimba e imperioso favellava “Vieni Serial, andiamo a casa” e la cucciola “No, lasciami” perché aveva solo due anni ma suonava tanto come un ma vattene affanculo papà per favore lasciami perdere che sto mestruata e nervosa.

Poi ho spiegato loro della situazione, tu sola a casa a nove mesi di gravidanza ed io fuori con amici a mangiare e bere, ma sempre nel nome del cucinare sano, ubriacarsi in modo vegano insomma, e sono stato salutato da loro come “Addio, nostro Eroe. Tu sei un modello da seguire”.

Stomaco martoriato, nervoso, ammaccato e infilzato dai bimbi torno al tavolo e trovo questo.

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Piatto vegano

Non sembra un granché ma c’era molta e molta più carne. Perché la mia dolce Svetlana, Eleonora e Viviana, avevano iniziato a dividere spiedini un po’ all’augello di cane e il mio piatto era diventato una specie di K2 di bombette. Come ALF ho dovuto far ricorso al secondo e al terzo stomaco.

A chiudere la serata i camerieri che ci intimavano con minacce di morte di lasciare il tavolo per via del doppio turno, gli amici che hanno iniziato a litigare con i camerieri, le persone fuori che litigavano con i proprietari. In questo clima di serenità finivo di mangiare. Per Poi notte in preda ai crampi.

Ed il giorno dopo tu che piangevi, ti sentivi in colpa perché ero stato rimproverato dai tuoi, ero stato picchiato dai bimbi. “La colpa è tutta mia, ti rovino sempre tutto” e piangevi a dirotto smossa anche dall’uragano umorale ed io che ti dicevo ma cazzo per 14 giorni, dieci volte al giorno t’ho detto di sta cazzo di serata perché sei venuta prima stai tranquilla stella mia, con felicità per te sopporto tutto, la prossima volta dobbiamo solo coordinarci meglio.

Ma non ci sarà una prossima volta. Col cazzo piffero che esco. Ora staremo sempre insieme, vicini vicini e cuore a cuore. Insieme sempre sempre sempre. Ad amarci immensamente come si amano i tifosi del Boca Juniors e dell’Argentinos Juniors.

 

 

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