• Muse e tritoni: Arj, famiglia e amici vari.
  • Link: galleria immagini delle prime visite a Nilfgaard di parenti pronti a incontrare il Sole Nero.

E ora scrive Arj

Finalmente sono arrivato in famiglia anche io. Una decina di giorni fa, più o meno, mio padre si è già dimenticato la data, inutile scrivervi quanto peso o quanto sono alto, per informazione dettagliate chiedete alla mamma Strega.

La mamma però ora è occupata a picchiare papà, perché lei è gelosa delle mie foto e non vuol farle vedere a nessuno. Mio padre invece ha trovato la sua cavia per la fotografia, visto che sono un perfetto modello, non protesto e sono troppo piccolo per prenderlo a tuzzi testate.

Diventare genitori è difficile, diventare figlio di questi due lo è ancora di più. Mi chiamo Andrea Ronny Roberti, Arj per gli amici, ho il doppio nome e mi è andata di culo bene. Perché ho rischiato di chiamarmi Gioele Andrea Ronny Antonello Michele Umberto Dimitri Urdnot Wrex Vercingetorice Roberti Sasanelli. Fortuna quelli della agenzia delle entrate hanno sputato in faccia a mio padre.

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Datemi da mangiare o strillo.

Oggi è la festa di tutti i Santi. Papà Duca li ha festeggiati la prima notte che ho messo piede in casa perché, per fargli capire chi comanda, non ho chiuso occhio tutta la notte e lui ha nominato tutti i santi da Agamennone a Zuzzurellone. Lo sto facendo dormire ora due ore al giorno e deve dirmi anche grazie.

La mia mamma, quella figura importantissima che di solito ti salva dal papà, per farmi dormire voleva mettere nel biberon il latte in polvere con quella marca strana, tra il russo ed il serbo. Keglevich.

Fortuna ci sono le nonne, con loro non ho bisogno di piangere, mi prendono in braccio in automatico. Alle volte mettono mamma a dormire, mi azzeccano alla sua tetta, poi mi riprendono e se la Strega prova a dir qualcosa, loro intervengono con

Zitta, lui è nostro.

Ricapitolando ho una mamma, un papà, alcune nonne e alcuni nonni, settemilaottocentosettantadue zii e zie. Ci sono tutti, sorelle di mamma e papà e anche cugini, cugine, zii, zie, parenti, amici.

Tornerò a scrivere più in là, ora ho fame. Spero questo supplizio del latte finisca presto perché non vedo l’ora di andare a spaccarmi in qualche all you can eat.

Scritto da settetredici

1977. Bari. Lavoro in un call center ma non sto a telefono. Come il precedente lavoro. In uno studio di radiografie e risonanze ma non sono un dottore. Sposato, nei ritagli di tempo mi piace scrivere, fotografare, carezzare la PS4 per non farla sentir trascurata. Strano che sia finito sposato con un esemplare femminile di essere umano e non con una Canon.

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