Quattro birre in famiglia

Reagire ad una perdita in famiglia, come quella di un padre. Torno adesso barcollante da casa di mia sorella, dopo un lungo percorso, esattamente due metri, forse anche meno.

Piangeva, disperata, allo stesso modo con il quale i nord coreani hanno pianto l’amatissimo e mai dimenticato Kim Jong-il, il quale occupava la carica di Guida Suprema del Paese. Penso che utilizzerò questo titolo per farmi chiamare così da mio figlio, anziché un banale papà. Sorridere sempre.

A casa c’era una delle sue migliori amiche, una donna di classe, bella, solare e intelligente che chiamano, simpaticamente, Camion. Per questo motivo

Mi inviti a casa per bere e mangiare qualcosa e mi fai trovare acqua naturale e i biscotti senza glutine della marca di sto cazzo di una marca a me poco gradita.

Come darle torto. Qualche occhiata in giro per la cucina ed il frigo, la dispensa e non puoi esternare un

Ma che cazzo Cribbio se qui arriva un bimbo dal Rwanda se ne scappa e ritorna al suo paese perché almeno lì gli danno qualcosa da mangiare.

Camion ci pensa lei. A fine serata conto una dozzina di birre, un limoncello ed un sano e nutriente pacco di crackers di fibra e cereali, dal delicato sapore di polistirolo, mai aperto. A fine serata mi son limitato a lasciare su quel pacco un bigliettino con tanto di scritta Vade Retro.

Una serata dove abbiamo parlato dell’ingrato compito ricevuto di scrivere un pensiero su nostro padre, da dare il mese prossimo in Chiesa. Parliamo di un cattolico esemplare che

  • si è fatto cremare
  • ad ogni frase usciva una imprecazione
  • se proprio dovevano essere sparse le sue ceneri, le voleva far spargere in terra sconsacrata

Sorridere sempre. Ormai ridotti a delle pezze tu, mia splendida moglie, mi mandi un messaggio alle dieci di sera informandomi di togliere il bucato e di piegarlo. Credo che con quel titolo di Guida Suprema abolirò non solo la nomea papà, ma anche marito, amando mia moglie e mio figlio con il pugno di ferro e la tortura.

Parliamo di momenti strappalacrime. Del messaggio più bello e che ci ha commosso. Senza dubbio il messaggio di mio zio, il fratello di mio papà. Messaggiavo con lui prima di entrare allo stato civile, mi stava chiedendo come stavamo e se dovevamo parlare con l’Arciconfraternita di non ricordo quale Santo, in merito alla cremazione. Ed è stato lì che è arrivato il suo messaggio più toccante

Se questi bastardi monelli dell’Arciconfraternita vogliono soldi da me, puoi dir loro che tuo zio adesso fa il coltivatore di riso nella valle del Mekong, in Vietnam.

 

 

 

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