Due giorni senza famiglia

La famiglia alle Lamie

Muse e tritoni: solitudine, Arj, Strega

Due giorni senza voi. Così, a sorpresa. Sono a lavoro, ci sentiamo, sei stata dal pediatra, Arj sta bene e da Bari sei a Valenzano, per pranzare con i tuoi. Un pranzo che dura all’incirca 52 ore. Ma sta bene, sei con la tua famiglia e non con l’idraulico.

Quando termina la giornata lavorativa realizzo che tornerò a casa e sarò solo. Solo con il cane. Ovviamente la tua prima raccomandazione è quella di non far salire il cane a letto.

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Manco la bocca devi aprire

Guarda l’espressione di puro terrore di Anneke e come obbedisce agli ordini impartiti con pugno di ferro dal padrone.

Ma ho una sera libera, organizzo un puttantour una serata movimentate con gentil donzelle, ma questo implica che dovrei socializzare e quindi mi dico

Ma anche no.

Mi butto nel cibo e finisco a riscaldarmi due hamburger del 1518 e la scritta made in Mesopotamia. Ma tocco il fondo terminando davanti al pc, a guardar tue foto e quelle del bimbo ed avvertire quella fastidiosa sensazione di umanità. Mi mancate.

Il giorno dopo mi dico sarà il mio giorno. Dopo le classiche 10-12 ore in ufficio mi faccio accompagnare dal Barone, perché io ho solo amici sangue blu, a fare un salto direzione Euronics e prendere quella tv che abbiamo visto in offerta. Ovviamente sono terminate. Le corna loro! Ma che sfortuna! Al centro commerciale inizio a sentire le voci dei folleti irlandesi che mi guidano verso il reparto fotografia ma poi sento anche le candide voci dei tuoi alleati, diavoli della fossa, che mi intimano di stare fermo.

Come finisce questa sera di due uomini tornati single per una notte? Il Barone viene richiamato al feudo per andare al corso del battesimo della piccola Mati, io, invece, di fronte al frigorifero a recitare incantesimi nella speranza che possa uscir qualcosa di commestibile da mangiare.

Alla fine opto per la pizza.

Dopo la pizza di nuovo a vegetare sul pc, toccando l’apice della depressione fotografica in questa foto. Perché si possono fotografare modelle, belle donne, tette e culi l’essenza spirituale di una persona oppure delle scarpe da ginnastica, magari logore.

La famiglia, che meraviglia

In tutta questa situazione e come gran finale, la mia famiglia. Tutti che chiedono di te e del bimbo con preoccupazione, manco fossi partita in missione per andare in guerra contro i Qunari.

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Victory is in Qun

Ecco come vedo il piccolo Arj da grande. Ma tralasciamo i videogiochi e Dragon Age. E parliamo della bellissima frase di mia mamma mentre parlava al bar con una amica. Delle parole veramente stupende, che mi hanno commosso.

Mio figlio è splendido, gli voglio bene ma non conta più un cazzo nulla. Ora c’è solo il mio nipotino, il mio vero amore.

Grazie he? Scusa se esisto. Ma come darle torto, anche a me manca quel piccolo esagitato.

Ataash Qunari!

Eventi del 16-17-18/11/2017

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