Una domenica, un attimo

La domenica. Il giorno dove potersi rilassare. Agli inizi della storia la mia splendida ed adorata moglie amava svegliarmi presto per andare a Messa. Poi grazie al Dio Kossuth è nato il delfino e non potendo portarlo in Chiesa, mi sacrifico io, con sommo dispiacere, nel restare un paio d’ore da solo con l’erede, per prendermi cura di lui, da bravo padre modello.

La domenica a riposo

Quindi mia moglie mi ha lasciato alle 8 di mattina di domenica, con i seguenti compiti: finire di dare il biberon al bambino, accendere il riscaldamento almeno un’ora, cambiare il delfino e ovviamente pulirlo. E posso scrivere di aver eseguito gli ordini di Mein Fuhrer Strega in modo assolutamente impeccabile. Mai fare incaz inalberare una sopravvissuta al processo di Norimberga.

Arj si è scolato il biberon e successivamente ha iniziato a strappare a morsi il materasso per la fame, quindi ho ben deciso di spostarlo sul fasciatoio. Ho capito anche perché mia moglie avesse insistito tanto sul fatto di accendere prima il riscaldamento e poi passare alla fase fasciatoio. Perché quando lo piazzi lì, il bimbo si muove a dodici mani e dodici piedi.

Tuttavia notavo un bellissimo controluce in stanza e così ho deciso di fare il trasgressivo. Niente droghe, ho semplicemente mandato affanc deciso di non seguire gli ordini di Kaiser Strega e di andare a prendere la macchina fotografica. Obiettivo da provare, gioco di luce, non facevo una fotografia da tanto e così via.

Torno con l’attrezzatura e il piccolo stellino nasconde la bomba ad orologeria che stava progettando, e decido di fargli un bel ritratto. Per la sua gioia.

Perché la cosa importante è cogliere l’attimo, quindi poco importa se il bimbo sta mezzo nudo con il riscaldamento spento, tanto è mattino e poi è giovane, ha tre mesi, deve mettere anticorpi e si dimenticherà tutto questo, non è una donna.

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Domenica in Controluce

Eccolo qui il tesoro bello di papà, peccato non si veda bene EFS 60mm Macro USM, ma si veda un semplice bimbo su un fasciatoio in controluce per un ritratto.

Scherzo cuore mio, sei e sarai sempre tu il cuore di papà, ti amo Antonio, ah no, Amilcare, aspetta com’è che ti abbiamo chiamato? Ah sì, Andrea!

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