Si definisce poppata quando il pargolo avverte fame e per nutrirlo lo attacchi ad una fonte di cibo, che può essere naturale o artificiale. Credo. Insomma attacchi il piccolo mostro o a una tetta o ad un biberon. Ed il bimbo cresce e cambia aspetto ogni giorno, ora assomiglia alla mamma, ora al papà, ora ai nonni, zii, cane, lavastoviglie e altro ancora.

 

Il reclamo della poppata

La prima fase della poppata, appunto, è il richiedere del bambino dell’essere nutrito. Questa forma avviene tramite la comunicazione, perché il bimbo richiede qualcosa. Ma il piccolo ha tre mesi, non parla in modo chiaro ma secondo mia moglie sì. Ha creato un suo vocabolario – prontuario per indicarmi cosa voglia dirmi il bambino

  • Nghe corrisponde ad ha fame
  • Nghi corrisponde ad ha sonno
  • Ne corrisponde ad ha fame ma non vuole il biberon, vuole la tetta
  • Ni corrisponde ad ha sonno ma prima vuole essere preso in braccio
  • Mbiu corrisponde a vi prego internate mia moglie

Ma io posso mai memorizzare tutti questi vocaboli folli? O forse sono io lo stronz l’insensibile maschio mostro di turno e mia moglie ha ragione? Perché, sinceramente, quando il tesoro di papà decide di comunicare di aver fame lo fa con strilli alquanto elevati. Da Bari mi chiamarono da Milano, sede Gods of Metal, in linea Hansi Kurch dei Blind Guardian che mi chiedeva di dar da mangiare al bimbo, perché la folla non sentiva bene le loro canzoni.

fotografia, biberon, piccolo krogan, arj, mano
Give me some boobs

Ora, sulla grazia del tirannosauro ho già scritto qualcosa, ma diventare genitori implica delle reazioni alla x-men, veloci, agili, scattanti. Versare l’acqua, scaldarla, mettere la polvere magica (non quella illegale), scaldare, controllare che non generi ustioni. Aiuta tantissimo lo scalda biberon o microonde. Molto sconsigliato metter l’acqua a bollire ma dipende dal bebè. Il nostro, quando piange, in un decimo di secondo vuol essere servito e riverito. E mangia quasi otto volte al giorno.

Biberon o tetta, come divertirsi

Tuttavia la poppata presenta anche aspetti divertenti. Non so se altri genitori lo facciano o meno, ma dopo aver azzeccato il bimbo alla tetta o al biberon, noi, da pezzi di mer bravi genitori, ci divertiamo a dare e togliere al bimbo, il biberon.

Perché? Perché è troppo bello vedere questo visino d’angelo tutto contento nel mangiare e poi, di colpo, zack e togli via. E lui ti fa quegli occhioni dolci, emette qualche suono e fa un labbrino dove implora ancora la pappa. E tu la ridai. Ma poi la togli di nuovo perché è troppo grazioso quel suono della sua voce singhiozzante. E la ridai. La ritogli e lui ti manda affanc a quel paese impugnando un mazzafrusto pesante.

Attacchi di ansia da biberon

In questa fase torna alla ribalta la nuova amica di papà, Ansia. Infondo dare un biberon è una cosa semplice, prepararlo non è che ci voglia chissà quale arte, so farlo anche io, tutti possono farcela. Poi però bisogna darlo.

Il piccolo krogan, causa dna di Tuchanka, non conosce quiete e quindi devi dare da mangiare a una specie di tarantola impazzita affamata. Riuscire a fare colpo è una mezza impresa e anche quando il tentativo va a buon fine, questo piccolo bast il mio figlio adorato e immenso agita le mani come una mannaia, prende le movenze di una anguilla e può capitare che la poppata vada di traverso.

La prima volta che è successo sono morto. Vedevo questo creaturino indifeso completamente rosso, mia madre e mia moglie con tutta la calma del mondo che parlavano su come posizionarlo, come batter qualche colpo di mano dietro la schiena e io continuavo a morire. Poi ha ripreso colore e mangiato come una belva, come nulla fosse, loro che ancora parlavano beatamente e io a terra morto, piangente, agonizzante e la mia amica ansia ad abbracciarmi promettendomi di non abbandonarmi mai.

I morsi della fame

Chiudo con queste parole, che potrete prendere alla lettera e tanto di immagine allegata e segni lasciati dal krogan alla mamma. Ero qui, a scrivere su computer, quando nella stanza vicina sento mia moglie ed il piccolo giocare. Giocando affrontavano grandi tematiche educative come ad esempio istruire il bimbo a dare baci sulla guancia.

Al cucciolo deve essere sfuggito qualcosa sul concetto di “dare baci” visto che ad un certo punto ho iniziato a sentire richieste di aiuto da parte della strega.

bacio, kiss, fotografia, strega
Just give me a kiss, like this!

Arrivato in camera trovo questo coso di mezzo metro e passa e sei chili attaccato e penzolante sulla guancia della mamma. Come una ventosa. Lo stacco e si tuffa nel letto, con quelle voraci labbra alla ricerca di qualcosa, inizia a ciucciare il cuscino. La scena inizia a essere molto simile a una delle sequenze del film Piranha. Tocca toni grotteschi quando gli sfilo via il cuscino e si attacca al telecomando della tv.

Dopo questo splendido momento, ho deciso di andare dal ferramenta e comprare del filo spinato, a modo da recintare in una zona sicura la canon e gli obiettivi, la play station ed il computer. Per maggior sicurezza devo vedere su Subito se trovo anche un paio di guardie svizzere da noleggiare, non si sa mai.

Scritto da settetredici

1977. Bari. Lavoro in un call center ma non sto a telefono. Come il precedente lavoro. In uno studio di radiografie e risonanze ma non sono un dottore. Sposato, nei ritagli di tempo mi piace scrivere, fotografare, carezzare la PS4 per non farla sentir trascurata. Strano che sia finito sposato con un esemplare femminile di essere umano e non con una Canon.

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