Sushi onomastico

Siamo una coppia. Come ogni coppia ci sono ricorrenze, feste, onomastico, compleanni, anniversari e altro ancora, da festeggiare. Uscire insieme aiuta anche a prendersi qualche ritaglio di tempo dalla solita routine. Noi, per ogni ricorrenza, abbiamo sempre la solita meta. Perché un viaggio a Parigi quando puoi andare a sushi. Perché chiamare le escort quando puoi avere sushi. Perché fare un viaggio di nozze quando puoi mangiare sushi.

Sushi tanto per cambiare

Premetto da subito che non è mi dispiaccia questa situazione. Uscire insieme per andar a mangiare sushi è sempre bello come quando arriva Babbo Natale. Certo non è il massimo dell’originalità e ogni tanto sarebbe meglio cambiare, ma provateci voi a far ragionare una assatanata di Sushi. Tale caratteristica è anche uno dei motivi per il quale l’ho sposata, non credevo potesse esistere un essere umano di sesso femminile con 5 stomaci.

17 Febbraio, giorno di Santa Strega, suo onomastico quindi, capita di sabato ed era mia intenzione chiedere una mezza giornata per portare fuori mia moglie e abbandonare il bimbo a qualche nonna. Permesso negato. Poco importa. Alle 13.30, seduto sulle comodissime postazioni del pullman, ogni buca presa è come sentire Siffredi da dietro, mi arriva un dolce messaggio della mia amata:

Oggi è il mio onomastico, ho deciso, andiamo a sushi, ho prenotato per le 14 e lasciato il bimbo dalla nonna.

Ma la sorpresa più grande tua mamma la fa presentandosi a dieci fermate prima del mio arrivo, scaraventando via l’autista e guidando il pullman dell’Amtab, imponendo a tutti come ultima ed unica fermata quella dell’Hanami, ultimamente ristorante giapponese meta preferita nostra e di altri amici.

Ho fame.

Queste sono le uniche due parole che mi rivolgerà la Strega durante questo romanticissimo pranzo. Immagino molti siano andati in qualche all you can eat. Caratteristica dei menu sono i numeri. Si ordina in base ai numeri ed ovviamente ogni ristorante ha un suo menu.

strega, sushi, uscire insieme, sorriso, occhiMa mia moglie non la pensa così. Crede che esista una specie di Sushi League e dei menu monopolio identici per ogni locale stabiliti dall’Imperatore Yokominghia. Segue anche diapositiva di Strega con una simpatica sciarpa con teschi come decorazioni. Ogni teschio rappresenta un povero cameriere caduto sotto le sue bacchette.

Entra e si siede a un tavolo, senza non prima aver cacciato una comitiva di venti persone, perché la concorrenza la infastidisce.

Un cameriere arriva, cortese esordisce con buongiorno e lei con la medesima gentilezza risponde con 18, 34, 37, 102, 674, insomma inizia a chiamare tutti i numeri estratti sulla ruota di Firenze dal 1972 ad oggi, senza minimamente interessarsi dei piatti che effettivamente stava ordinando.

Ma il numero alla Leo Messi lo sfoggia, sempre mia moglie, io sono rimasto in disparte ad ammirarla, quando il malcapitato cameriere giunge con la notizia che la cucina sta per chiudere e bisogna fare le ultime ordinazioni. Le prende un attacco di panico, ordina praticamente il mondo ed è la causa dello sterminio dell’80% della popolazione acquatica del Giappone, e quando il poverino le fa notare che sta ordinando troppo, lei, sempre con la massima cortesia che la contraddistingue, con le bacchette ha cercato di accoltellarlo o, nel caso, abbacchettarlo.

Morale della favola ho visto per la prima volta una donna farsi fuori una barca per dodici persone, da sola. Barca di legno ed ornamenti inclusi.

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