Un giorno come una maratona

Una maratona di sei mesi. Mi verrebbe da scrivere “E ora inizia il giro di boa”. Così il bimbo ritorna nella pancia, la pancia della mamma si sgonfia, ritorno al matrimonio, alle promesse, all’essere single sfigato. E così, sarei felice davvero? Giammai! Perché con la mia splendida moglie non mi annoio mai.

Maratona di sabato

Ore 8.20 – Sono già sveglio da due ore, o meglio, sono sveglio da sei mesi, siamo svegli da sei mesi, perché nostro figlio è come Samara, lui non dorme mai. Arriva un messaggio di mia moglie, il piccolo festeggia sei mesi, vuole andare dalla mia mammina.

Ore 11.00 – Sono in pausa, le prime due ore di lavoro sono state segnate da operazioni complicate, ingegneristiche, uno spremere incessante di sostanza grigia per fare qualcosa che pochi esseri umani sanno fare. Ossia due ore di ctrl+c e ctrl+v per riportare dati da un file excel al programma gestionale dell’azienda. Nei 15 minuti di pausa, un nuovo messaggio di mia moglie

Mangiamo qui da tua mamma tutti insieme, ti aspettiamo, ci manchi immensamente!

Ore 13.00 – Le ultime due ore di lavoro sono accompagnate dalla richiesta di controllare anche i dati del file excel, perché compilati da operatori rincoglion un po’ distratti. Un esempio? In una parte del file bisogna inserire il nome ed il cognome di una persona. Dai cazzo anche un subdotato ci riesce porca putt Non un’impresa ardua sul lavoro. Ecco cosa trovo:

  • Gioacchino Cognome
  • Nome Deitrepuzi
  • Nome Cognome
  • Ermengalda figlia del titolare
  • Lugrasta nipote del cugino di secondo grado del titolare
  • Luca il cognome ce lo farà sapere via e-mail
  • Theoden figlio di Eodil nipote di Karamir cugino di Eoden fratellastro di Nimiduur

Ma che cazzo sono stato nella mia vita precedente, Hitler per meritarmi adesso tutta sta masnada di deviati mentali del cazzo Due ore che hanno messo a dura prova la mia tenuta mentale.

Ma il lavoro termina e mi aspetta la mia amatissima famiglia che mi attende impazientemente.

14.50 – No, dalla zona industriale alla casa della mia mammina ci vogliono 15 minuti. Ma io non ho auto e devo servirmi del fantastico mezzo di trasporto comunale, i bus dell’Amtab. Arrivo con solo 75 minuti di ritardo in stazione. Loro hanno già finito di mangiare.

Per me non c’è nulla, anzi, mia moglie, sempre adorata ed osannata, con gaudenti colpi di frusta mi incita a fare fotografie in famiglia per i sei mesi del piccolo, manco fosse il figlio di Kate e William di Inghilterra. Poi decide di

Usciamo a fare quattro passi, non facciamo tardi.

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Dalla zona industriale al lungomare

15.10 sino ad ora – Un giorno devo ricordarmi di sedere al tavolo con la mia splendida compagna e fare un discorso sulle unità di misura. Forse c’è differenza tra quelle dei comuni mortali e quelli delle streghe.

I quattro passi coincidono con una maratona di tutta la zona centro, Madonville e un altro buon 43% del territorio di Bari.

In tutto questo viene toccata anche la zona spiaggia, un fantastico mare cristallino che ricorda le Maldive, se non fosse per alghe tossiche e forme di vita aliena marina, dettagli ed uno scenario come le spiagge americane e i fusti e le fighe come Baywatch, ossia distese di famiglie con fornacelle e parmigiane e prove costume brutalmente fallite. Capirai, sta scrivendo Alain Delon.

Per non parlare di voler portare il passeggino sulla sabbia, una prova al limite del disumano, fortuna dopo solo un chilometro ci siamo resi conto dell’immane stronzata del clamoroso abbaglio preso e siamo tornati sui nostri passi.

La chicca finale, sempre a proposito di unità di misura. Mia moglie propone di tagliare per una delle zone più trafficate di Bari, ossia piena zona centro, pressi teatro Petruzzelli, esordendo con

Ci saranno solo una ventina di persone.

L’inizio della fine, ci siamo ritrovati immersi in una manifestazione contro gli inceneritori (ma che sono?) e roba di un mille – due mila persone. Alla fine è arrivata anche la polizia…

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Portarlo a un parco, no eh?

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