Buona la prima

Negli ultimi articoli ho scritto di compleanni. Come vi siete rotti voi le balle me le sono rotto anche io. Quindi oggi scrivo del quinto compimese del mio bimbo! Ma che originalità! Ma no, contro ogni pronostico il pargolo è arrivato a quota cinque così come me, chi li avrebbe mai detto che, un domani, avrei festeggiato la festa del papà?

Festa del papà e tanti regali

Inizio polemicamente. La prima festa del papà è anche un modo per capire come vanno le cose nell’ambito regali. Durante la festa della donna tutte queste splendide creature si esaltano affermando che cotale celebrazione è divenuta commerciale ed offensiva. Ma voi provateci a tornare a casa senza un fiore.

Festa della mamma? Te ne vuoi uscire senza un pensierino? Sì, certo…

Alla festa del papà, invece, i regali possono fare filone, come quando un giorno non volevi andare a scuola e in classe non ti presentavi.

Tutta la mia famiglia mi ha illuso per un mese, promettendomi di aspettare delle sorprese fantastiche, sono state così fantasticamente invisibili.

Ma ora occupiamoci della bellissima sorpresa di mia moglie, del regalo che ogni papà vorrebbe avere…

La festa dei papà

Mia moglie, per la festa del papà, mi ha detto, alle prime luci dell’alba

A pranzo aspettati una sorpresa

Così la mia mente ha iniziato a galoppare con Shadow of the Colossus per Play Station 4; le conigliette di Playboy, dai, siamo vicini alla Santa Pasqua, le uova fanno bene; un fine settimana in qualche posto sperduto della Basilicata a fare un sacco di foto; un corso per la fotografia e il post produzione; anche una mezza barretta Kinder mangiucchiata mi sarebbe andata bene.

Torno a casa e trovo il mio regalo, i miei suoceri. E ma che caz Quale gaudio. Cuore in mano, esiste un uomo o una donna felice di stare con i suoceri?

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Prima festa del papà fatta in casa, insieme ai nonni.

Letteratura e cinema si sono fatti i migliori miliardi giocando su questo rapporto marito – moglie – suoceri. Ma alla fine, vederla così felice e contenta, sorridente di stare col suo papà, che importa, basta che stiamo tutti bene.

Tuttavia posso dirmi fortunato dei miei suoceri, lo scrivo sinceramente e non perché mia moglie e un giorno mio figlio, leggeranno queste stronzat perle di saggezza. Non per fare il lecchino, ma tre volte a settimana si fanno tot chilometri per aiutare Santa Strega con Godzilla il mio adorato figlio.

Certo poi nonno Umberto cerca di fargli il lavaggio del cervello per inculcargli la strada del Carabiniere e a papà girano un po’ le balle perché è sempre dell’idea che il proprio bimbo deve seguire il suo sentiero.

E il tuo sentiero è lì, il tuo lavoro ti aspetta bimbo mio adorato. Rendimi fiero di te, Lord Inquisitore.

Cinque mesi di risparmi contro 40’anni

Stare in famiglia è stato utile non solo per razziare le zeppole di San Giuseppe, ma anche per capire che, mio figlio, a cinque mesi, sta messo meglio del padre.

E’ anche probabile che tra dieci anni, non sarò io a dare la paghetta al bimbo ma lui a darla al papà. Tutto questo grazie al bisnonno e ad un suo regalo. Qualcosa legato a una assicurazione ed io non ci capisco nulla di queste cose ma, per fortuna, mia moglie è un genio della finanza, la mia Alan Friedman, quindi è tutto in mano sua.

Anche se, ad esser sincero, io assicurazione la associo alla morte e ultimamente, la Strega, mi guarda sempre con uno strano sorriso e le mie posate sono sempre arrugginite, dettagli.

In definitiva, mio figlio è più ricco di me, alla festa del papà non ho avuto nulla ma, tuttavia, di uno splendido regalo sono riuscito ad entrare in possesso. Una mezza giornata in famiglia con il mio bimbo, la mia splendida e fantastica moglie ed i miei suoceri.

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Prima festa del papà fatta in casa, ritratto di padre, figlio, zeppole e al centro, succo di frutta.

Passata ovviamente in modo sobrio ed elegante.

Per il resto delle foto ho aggiornato l’album online feste e ricorrenze, continuando a sfornare una galleria immagini tra il raccapricciante e il rammarico, proseguendo la mia pugna contro tutti i principi fondamentali.

 

Può definirsi vacanza una uscita di due ore sotto la neve? Per me sì! E quando ci ricapita di vedere la neve qui a Bari? Anche se va detto che questa è la seconda nevicata in tredici mesi, scherzi del clima. Perché non portare fuori il bimbo e fargli ammirare la sua prima nevicata?

Una vacanza breve

Ma nel vero senso della parola, una vacanza di 120 minuti, dovuta a due incredibili coincidenze. La prima, quella della neve a Bari. La seconda, la mezza giornata di permesso concessa sul lavoro, causa condizioni meteo avverse. L’attaccamento al posto di lavoro da parte di noi dipendenti è stato davvero encomiabile. Vista la tormenta di neve il nostro titolare si è presentato dicendo che se qualcuno voleva andare via, poteva farlo. C’è stata quindi una fuga di massa.

Ho visto macchine impennare mentre io mi dirigevo alla fermata dell’Amtab. Allegro e baldanzoso vedevo le macchine arrancare così, fiducioso nella società dei trasporti baresi e soprattutto ancor più fiducioso perché, sotto campagna elettorale, ci hanno regalato dei pulman nuovi di zecca, mi son detto, ci sarà poco da aspettare.

Uscito dall’azienda alle 13 sono arrivato a casa alle 16, solo tre ore per un percorso di 20 minuti!

Mia moglie ed io di nevicate ne abbiamo già viste, non parlo di quelle che si vedono ai festini ma quelle sotto zero, per nostro figlio sarebbe stata la prima volta.

Meno quattro gradi sotto zero, fiocchi di neve che cadevano, strade e marciapiedi ghiacciati, il clima ideale per fare uscire un bambino di quattro mesi!

Papà, ossia io, poi è stato davvero un genio perché si è portato dietro la macchina fotografica ignorando quella leggerissima nota per la quale ci sono reflex tropicalizzate e non. Cosa vuol dire tropicalizzato? Se la vostra macchina lo è potete scattare foto anche a uno tzunami e magari finirci pure dentro, o scendere nella profondità degli abissi e scattare foto con flash a qualche squalo.

Se la vostra macchina non lo è, sappiate che uno sputo già potrebbe mandar a donne il complesso sistema interno della reflex. Fortuna da lassù qualcuno mi ama e ha fatto smettere di nevicare.

La nostra splendida vacanza di due ore ha avuto come meta il parco dei tossici degli aquiloni a cinque minuti di distanza dalla nostra dimora. E ci siamo andati con lo stesso entusiasmo come se fossimo due turisti al Central Park, quando parliamo di un parchetto di cinquanta metri quadri.

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La prima volta del bimbo è stata, per lui, così entusiasmante che dopo dieci minuti si è addormentato. Mentre io continuavo a fare numeri su numeri. Il piccolo krogan infatti veniva portato dalla mamma, contenta, perché convinta che la macchina fotografica l’avrei usata per farle delle foto. Su trecento foto un dieci per cento è stato destinato alla causa famiglia mentre il restante novanta per centro alla causa microstock.

Perché secondo me, fare foto in un parco triste quanto una malinconica cornacchia agonizzante che gracchia, mi farà guadagnare milioni di miliardi. Come no. Per farvi una idea delle fantasmagoriche ed inquietanti immagini scattate, riporto la classica galleria immagini su flickr, priva di post produzione.

In giro con Burian

Poi ci ha pensato mia moglie a riprendere in mano le redini del gioco, invitandomi a prendere un caffè.

Doveva pagare lei ma appena entrati al bar, per farmi perdonare, le ho detto che avrei pagato io e così il caffè si è trasformato in aperitivo, pre cena, ammazza cena, cena all inclusive e maledetto a me che non mi sto mai zitto.

Come chiudere una vacanza in modo originale.