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Una fotografia, un ritratto in famiglia, una foto per scopi scientifici. Dottori, medici, psicologi spesso parlano, consigliano, su cosa fare e cosa non fare con un bambino. Dai primi giorni, a qualche anno, ci sono sempre tante domande e tante utili risposte. Ma alle volte, qualcuno, domanda e risposta non le calcola neanche.

I dottori contro le nonne

Dottori, medici, psicologi, fanno causa comune riguardo il pianto del bambino, pronunciandosi, grosso modo, con queste parole

Quando piange, il bambino, non va subito preso in braccio, altrimenti si corre il rischio di abituarlo, di viziarlo. Va fatto piangere. Eccezione dei primi mesi nei quali, il piccolo angelo, è troppo piccolo per poter capire questa cosa.

Sono parole di esperti e le parole degli esperti, per le nonne, sono acqua di rosa, contano quanto il due di coppe nella briscola a bastoni.

Però su una cosa concordano con i dottori, il bimbo è troppo piccolo e non può capire queste cose.

Così ho intitolato questa fotografia “Non li ascoltare i dottori”. Un ritratto di famiglia con Nonna Nietta ed il piccolo Arj, dove quest’ultimo sembra parlare con gli occhi.

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Tranquilla nonna, sono un angioletto, sono ancora piccolino per capire certe cose. Però tu, nel dubbio, tienimi tra le tue braccia, sennò poi a tredici anni mi drogo.

Arriva un giorno importante, i tre mesi del tuo bimbo. Un giorno importante per madre, nonne, zie, ma lo è stato anche per un padre, attaccato come vegetale al pc sulla scelta di un obiettivo macro, fatta anche non in modo lucido. Perché la coppia era reduce da una 96 ore senza dormire e piena di forti emozioni per via del piccolo cucciolo. Una fotografia come testimonianza sull’amore di una madre. Read Full Article

Qualche mese fa, sul web, si è diffusa la notizia di un figlio che, stanco di essere postato con foto, tag, immagini e quanto altro ancora, dalla sua mamma, dopo averla avvisata più volte di smettere, alla fine l’ha denunciata. La mamma non è finita in gattabuia ma dovrà risarcire il bimbo con sedicimila euro. Tsk, dilettante.

Arj, il delfino da un milione di euro

Bene, neanche cinque mesi e posso dire di navigare in buonissime acque. Sono Arj e ho già un conto in banca da fare invidia a Bill Windows. Il mio bisnonno, siccome ho degli occhi fantastici e sono un bimbo bellissimo, mi ha già regalato dei soldoni, che potrò toccare quando avrò diciotto anni. I due illusi, mia mamma e mio papà, credono che spenderò quei soldi per la mia istruzione, per pagarmi l’università. Sì, certo.

Mio padre è illuso ancor di più, perché spera di corrompermi e poter acquistare un nuovo gingillo per fare fotografia di un certo spessore. Io mi gioco le pal gli zebedei che pur acquistando una 6d Mark II riuscirebbe nella titanica impresa di far foto di cacca anche con l’automatico.

Poco importa, potrei anche esser benevolo e lasciar quei soldi, ma se volessi far loro causa? A sedici anni chissà quante foto ci saranno in questo blog, chissà quanti post, chissà quante cose che mi screditeranno con le amichette e gli amici, chissà quanti soldoni potrei avere dal giudice.

Di certo mio padre finirebbe nei campi di cotone a vita, altro che la fotografia, a colpi di frusta.

E mia mamma?

Nei primi tre mesi è riuscita ad intasare già 9 volte il cellulare, tempo una settimana e la memoria è di nuovo piena. Ma cosa fa con tutte le mie foto? Avete presente le catene di sant’Antonio che girano per whatsapp? Mia mamma, con la stessa intensità, spara le mie foto a parenti ed amici come nulla fosse.

Soldi facili, come farli

Per il ciclo soldi facili, già così sto messo bene, altro che bigamia, posso far la centobigamia e campar tranquillamente un centinaio di famiglie senza neanche lavorare.

Tralasciando l’argomento foto, ma avete idea di tutte le volte che mi sono dovuto sorbire il flash di mio papà. Lui tutto contento, che mostra alla mamma il diffusore, acquistato da Amazon (spero fallisca quanto prima perché non avete idea delle putt cavolate che mio padre compra da lì) a 5 euro, tranquillizzandola nel dirle che la luce del flash sarà meno forte e poi, zack, scatta la foto e non solo la mamma, ma tutti i condomini, dal primo al settimo piano hanno avuto l’apparizione di Santa Marchetta dei Maritozzi.

Ma perché il flash non funziona al contrario provocando una sparizione di mio padre?

Fortuna che tra le braccia di mia mamma sono bello che protetto, perché le braccia di una mamma sono la migliore protezione per un bambino.

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Sentirsi protetto, ma anche no

E per fortuna mia mamma Strega ha otto braccia. Con due mi tiene, una mi dà il biberon ma sta sempre a vedere fissa il cellulare e con la quarta e quinta mano scrive messaggi e dà invio.

E nonostante tutto mi sento dire anche

Arj, smettila di fare picci, ormai sei grande tieniti il biberon da solo

A quattro mesi!

Non vedo l’ora di arrivare a sedici anni, se uno ha battuto cassa per una cinquantina di foto, quanto potrò chiedere io? Non vedo l’ora di diventare il nuovo Rockfeller.

La domenica. Il giorno dove potersi rilassare. Agli inizi della storia la mia splendida ed adorata moglie amava svegliarmi presto per andare a Messa. Poi grazie al Dio Kossuth è nato il delfino e non potendo portarlo in Chiesa, mi sacrifico io, con sommo dispiacere, nel restare un paio d’ore da solo con l’erede, per prendermi cura di lui, da bravo padre modello.

La domenica a riposo

Quindi mia moglie mi ha lasciato alle 8 di mattina di domenica, con i seguenti compiti: finire di dare il biberon al bambino, accendere il riscaldamento almeno un’ora, cambiare il delfino e ovviamente pulirlo. E posso scrivere di aver eseguito gli ordini di Mein Fuhrer Strega in modo assolutamente impeccabile. Mai fare incaz inalberare una sopravvissuta al processo di Norimberga.

Arj si è scolato il biberon e successivamente ha iniziato a strappare a morsi il materasso per la fame, quindi ho ben deciso di spostarlo sul fasciatoio. Ho capito anche perché mia moglie avesse insistito tanto sul fatto di accendere prima il riscaldamento e poi passare alla fase fasciatoio. Perché quando lo piazzi lì, il bimbo si muove a dodici mani e dodici piedi.

Tuttavia notavo un bellissimo controluce in stanza e così ho deciso di fare il trasgressivo. Niente droghe, ho semplicemente mandato affanc deciso di non seguire gli ordini di Kaiser Strega e di andare a prendere la macchina fotografica. Obiettivo da provare, gioco di luce, non facevo una fotografia da tanto e così via.

Torno con l’attrezzatura e il piccolo stellino nasconde la bomba ad orologeria che stava progettando, e decido di fargli un bel ritratto. Per la sua gioia.

Perché la cosa importante è cogliere l’attimo, quindi poco importa se il bimbo sta mezzo nudo con il riscaldamento spento, tanto è mattino e poi è giovane, ha tre mesi, deve mettere anticorpi e si dimenticherà tutto questo, non è una donna.

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Domenica in Controluce

Eccolo qui il tesoro bello di papà, peccato non si veda bene EFS 60mm Macro USM, ma si veda un semplice bimbo su un fasciatoio in controluce per un ritratto.

Scherzo cuore mio, sei e sarai sempre tu il cuore di papà, ti amo Antonio, ah no, Amilcare, aspetta com’è che ti abbiamo chiamato? Ah sì, Andrea!

Siamo arrivati a tre mesi. Crescere insieme, lo sto vivendo come un gioco di ruolo, specie in quest’ultimo mese, dove oggi arrivi al terzo livello ed acquisti, di diritto, nuovi talenti e nuovi incantesimi proseguendo, imperterrito, sulla strada del Warlock puro, senza biclassare. Read Full Article

Giorni. Ancora lontani da voi. Voi Valenzano, io Bari. Voi lontani, io depresso. Quando il gatto non c’è, i topi vanno dallo psicologo. Orsù, qualche giorno di distanza fa bene alla coppia. Prendi un po’ fiato da quel piccolo tiranno. Ma il krogan ti manca tanto tanto.

Vita matrimoniale ed assenze

Senza moglie Strega e bimbo Arjkrogan da lunedì a giovedì, ossia oggi. Una quattro giorni di vita matrimoniale in solitaria, piena di incredibili emozioni, ossia non è successo un beneamato caz benemerito nulla. Solo io, insieme al cane e alla mia nuova amica ansia. Abbracciati come gli innamorati. Lunedì sera ho più o meno fatto questo.

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Primi scatti del 2018 fatti in casa, al bimbo ed ai suoi giocattoli.

Fissare la stella, fissare tante altre vostre fotografie, ignorare la ps, guardare un porno continuare a guardare le vostre fotografie e l’amica ansia che mi sussurrava che ci sarebbe stato il giorno del vaccino. Ho scritto qualche articolo. Ma cuor di leone, Andrea Ronny, al contrario del papà, ha reagito al tutto come un krogan durante la Guerra dei Rachni, con coraggio e vigore.

Martedì i primi sintomi della peste, sul lavoro, ed il focolaio esploso sul tardo pomeriggio, dove di ritorno a casa, sull’Amtab, sono iniziate le prime apparizioni di Miranda Lawson e le truppe di Cerberus, quando in realtà erano i controllori che salivano sul bus, o forse è stata un’apparizione anche quella?

Ieri, rinchiuso in casa, con la febbre ancor alta, le allucinazioni sono diventate deliri ed il picco del mio delirio fotografico l’ho raggiunto prendendo macchina ed obiettivo zoom e iniziare a fotografare questo.

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Fotografia al caramello

Le Alpenliebe.

Brindisi di vino senza voi

Non è un gioco di parole per omaggiare alla vostra assenza salutando una festosa solitudine compagna, ma è l’ottimo vino buono di Renzo. Magari la febbre passa prima, infatti sto già meglio a dover di cronoca. Ed in mente mi ritorna la nostra prima sette giorni in casa, con te croce rossina alla Candy Candy e io a letto come paziente.

Il dono di Renzo

VinoRenzoRosso

Uno scenario adatto per qualcosa di erotico, ma la tachipirina non in compresse ha ben poco di sensuale, come il Duca con febbre a 40.2 che ti chiedeva carta e penna per fare testamento e scrivere delle sue memorie. Un libro di 150 pagine e con sole cinque parole

Sono nato e sono morto.

Penso che il vinello di Renzo stia facendo sin troppo effetto visto il cumulo di stronz viste le numerose stonate perle di saggezza che sto scrivendo.

Qualche ora e la vita matrimoniale tornerà a ricomporsi con noi tutti insieme appassionatamente. Già sento i tuoi moniti, la casa non è in ordine, perché questo caos e mi manca anche tutto questo amore mio immenso, tu arrabbiata e il bimbo che strilla e il cane che piagnucola e il citofono che suona per chiedere se abbiamo bisogno di seguire un nuovo Dio e il citofono che risuona con mammina alla porta e il cellulare che squilla con la sorella che chiede se posso scendere a prenderle l’acqua e tutto questo immenso e fantastico assordante rumore.

Ora vado davvero, ti lascio con una foto di Anneke della cucciola, una sua posa eroica, durante la grandinata ed il temporale che si sono abbattuti qui a Bari in queste ore.

Anneke, pointer, cani, sfera

Grandine di pixel

Domani tornate e domani ho anche il dentista, che uomo fortunato che sono.

Le fiabe per bambini devono raccontare una morale, senza appesantire troppo il bimbo. Parlare di principesse e principi, ovviamente belli, fighetti, senza una ruga e senza chili di troppo. E con famiglie che vivono in armonia. Una fiaba dovrebbe raccontare tutto questo. Dovrebbe.

Fiabe per bambini in Tilea

Tra le fiabe per bambini che si possono raccontare, ambientate nel regno di Tanto Tanto Lontano, ce ne sono una infinità ed anche troppo sputt banali. Quindi, figlio mio, ti scriverò di una fiaba sfigata stupenda ambientata su Warhammer e più precisamente in Tilea.

C’era una volta una festa di compleanno, quella di un nonno, quelle feste che si dovrebbero passar insieme e, perché no, stare insieme anche per prendere il regalo.

Era il compleanno di Ulterio Aggraziatopietrame. La figlia, Marginalda Strillotiranno (perché in Tilea, ogni tileano prende un cognome come caz caspita gli gira), aveva intenzione di prendere una bella cornice con una foto del suo babbo ed il nipote. Ma aveva il bimbo piccolo al quale badare, quindi perché non mandare qualcun altro?

Ovviamente ci stava suo marito, Oracchio Iatavennnaffangulttuquant Sciupatiello, il quale c’aveva turni di lavoro da 70 ore settimanali ma si era preso un giorno di permesso. E non per fare un caz e starsene alla ps poltrire, ma perché doveva affrontare i temibili colossi di Luccini, ossia la Posta e le Banche. Nel loro giorno di affluenza massima, perché Oracchio era pure genio nello scegliere i giorni della riscossione della pensione dei vecchietti di Luccini.

Amore, cuore, mio immenso, visto che non vai a lavorare andresti tu a prendere la cornice al mio papà che ti ama tanto tanto?

Dopo due anni di matrimonio Ulterio chiamava Oracchio con tutti i nomi e le meglio maleparole tileane, ma mai Oracchio. Perché a Luccini c’hanno uno strano modo di amare. Ma tu lo conosci un papà felice di far amicizia con chi ronza intorno alla sua bambina? Forse i papà della Disney, ma non quelli di Warhammer.

Bene, quel giorno Oracchio si è fatto

  • La Posta
  • La Banca
  • La Posta di nuovo col libretto
  • Il fotografo per sistemare il sensore, 40 fiorini allanimadopadr spesi bene
  • La Posta con libretto e carta per sentirsi dire che per il saldo doveva tornare il mese prossimo
  • Il dentista

Arrivò il momento della cornice. Ci stavano due opzioni. Bianca e nera. Oracchio la prese nera. Marginalda la voleva ovviamente bianca come anche se l’avesse presa bianca ovviamente l’avrebbe voluta nera.

Festa di compleanno

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Nonni e delfino

Giorni dopo arrivò finalmente la festa di compleanno. A casa di Ulterio ci stavano Marginalda la figlia, Rostalda la moglie, Arj il nipote ed il bello di papà cuore mio quanto ti amo e basta. Marginalda portò il dono, bello e gradito, anche con la cornice nera e siccome era una donna che amava tanto suo marito gli inviava le foto del primo tagliatelle panna e salmone, filetti di carne pregiata, torte variopinte, mentre Oracchio pranzava da solo, in ufficio, perché anche lì si emargina, una squisitissima Jocca Light, dal sapore dolce e sensuale come il polistirolo.

Fiabe per bambini e morale

Anche Warhammer, Tilea e Luccini possono insegnarti qualcosa, Arj. La morale di questa storia è semplice.

Pavoneggiati con le donne di Miragliano, strizza l’occhio a quelle di Verezzo, fai il porco furbetto con quelle di Remas, ma se vedi ‘na femmena e’ Luccini scappa urlando afamocafamocafamoc a gambe levate.

E soprattutto oggi fai il bravo e sii coraggioso, hai il vaccino amore mio. Sii impavido come un pirata di Sartosa.