Non li ascoltare i dottori

Una fotografia, un ritratto in famiglia, una foto per scopi scientifici. Dottori, medici, psicologi spesso parlano, consigliano, su cosa fare e cosa non fare con un bambino. Dai primi giorni, a qualche anno, ci sono sempre tante domande e tante utili risposte. Ma alle volte, qualcuno, domanda e risposta non le calcola neanche.

I dottori contro le nonne

Dottori, medici, psicologi, fanno causa comune riguardo il pianto del bambino, pronunciandosi, grosso modo, con queste parole

Quando piange, il bambino, non va subito preso in braccio, altrimenti si corre il rischio di abituarlo, di viziarlo. Va fatto piangere. Eccezione dei primi mesi nei quali, il piccolo angelo, è troppo piccolo per poter capire questa cosa.

Sono parole di esperti e le parole degli esperti, per le nonne, sono acqua di rosa, contano quanto il due di coppe nella briscola a bastoni.

Però su una cosa concordano con i dottori, il bimbo è troppo piccolo e non può capire queste cose.

Così ho intitolato questa fotografia “Non li ascoltare i dottori”. Un ritratto di famiglia con Nonna Nietta ed il piccolo Arj, dove quest’ultimo sembra parlare con gli occhi.

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Tranquilla nonna, sono un angioletto, sono ancora piccolino per capire certe cose. Però tu, nel dubbio, tienimi tra le tue braccia, sennò poi a tredici anni mi drogo.

L’occhio della madre Strega

Arriva un giorno importante, i tre mesi del tuo bimbo. Un giorno importante per madre, nonne, zie, ma lo è stato anche per un padre, attaccato come vegetale al pc sulla scelta di un obiettivo macro, fatta anche non in modo lucido. Perché la coppia era reduce da una 96 ore senza dormire e piena di forti emozioni per via del piccolo cucciolo. Una fotografia come testimonianza sull’amore di una madre. (altro…)

Un giorno in famiglia, con la suocera

Emozioni forti, in una fotografia, in un ritratto. Cogliere l’attimo, l’istante, il secondo di intensa gioia e smisurata felicità. Perché ci sono momenti, specie quelli che si passano in famiglia, che ti riempiono di avvolgenti emozioni.

La Strega e La Suocera

Scritta così, potrebbe sembrare come La Vipera e La Montagna – parte II, anche qui, con tanto di finale tragico di una delle protagoniste. Ma in famiglia, il finale, non prende il drammatico epilogo come nel libro di Martin, o la serie tv. Perché infondo parliamo di un rapporto tra donne adulte, un rapporto bellissimo, un qualcosa che anche la fotografia può immortalare, magari con un bellissimo ritratto, come in questo caso.

Trai vari ritratti scattati in una giornata, questo il più significativo, con un titolo dal forte impatto familiare: “Mi suicido di gioia”.

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Mi suicido di gioia

La gioia, il principale protagonista che emerge dagli occhi della donna Strega, dopo una giornata intera, iniziata alle 7.30, insieme a Nonna Nietta (mamma non della Strega ma del Duca, sennò che suocera sarebbe), per andare a far le analisi del sangue e conclusa alle 18.30 dopo una apoteosi di undici festose ore insieme.

La felicità si tinge sulle perfette curve evidenziate dalle labbra, una piega naturale, un vero e proprio sorriso a trentadue denti. Un sorriso così luminoso ed abbaiante in grado di nascondere anche i denti.

Ed io, misero fotografo comune mortale, non posso che non ringraziare la mia divina moglie e la mia leggiadra mammina per questo emozionante scatto. Poco importa se non compare direttamente la dolce nonna Nietta nella foto, fisicamente, lo fa indirettamente, con il gaudio espresso da mia moglie.

La quale, senza dubbio, non vede l’ora di farsi un’altra maratona con lei…