Non li ascoltare i dottori

Una fotografia, un ritratto in famiglia, una foto per scopi scientifici. Dottori, medici, psicologi spesso parlano, consigliano, su cosa fare e cosa non fare con un bambino. Dai primi giorni, a qualche anno, ci sono sempre tante domande e tante utili risposte. Ma alle volte, qualcuno, domanda e risposta non le calcola neanche.

I dottori contro le nonne

Dottori, medici, psicologi, fanno causa comune riguardo il pianto del bambino, pronunciandosi, grosso modo, con queste parole

Quando piange, il bambino, non va subito preso in braccio, altrimenti si corre il rischio di abituarlo, di viziarlo. Va fatto piangere. Eccezione dei primi mesi nei quali, il piccolo angelo, è troppo piccolo per poter capire questa cosa.

Sono parole di esperti e le parole degli esperti, per le nonne, sono acqua di rosa, contano quanto il due di coppe nella briscola a bastoni.

Però su una cosa concordano con i dottori, il bimbo è troppo piccolo e non può capire queste cose.

Così ho intitolato questa fotografia “Non li ascoltare i dottori”. Un ritratto di famiglia con Nonna Nietta ed il piccolo Arj, dove quest’ultimo sembra parlare con gli occhi.

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Tranquilla nonna, sono un angioletto, sono ancora piccolino per capire certe cose. Però tu, nel dubbio, tienimi tra le tue braccia, sennò poi a tredici anni mi drogo.

Un ritratto per un biscotto

Il bello di vivere insieme, di stare tutti insieme eppure, alle volte, essere esclusa. Una fotografia sull’indifferenza, sul ricercare attenzioni, richiamare l’interesse delle persone, per non sentirsi sole. Un ritratto di pointer per risaltare la loro espressività mentecante, specie quando si tratta di richiamare l’attenzione del padrone per ricevere dolci alimenti in cambio. (altro…)

Una domenica, un attimo

La domenica. Il giorno dove potersi rilassare. Agli inizi della storia la mia splendida ed adorata moglie amava svegliarmi presto per andare a Messa. Poi grazie al Dio Kossuth è nato il delfino e non potendo portarlo in Chiesa, mi sacrifico io, con sommo dispiacere, nel restare un paio d’ore da solo con l’erede, per prendermi cura di lui, da bravo padre modello.

La domenica a riposo

Quindi mia moglie mi ha lasciato alle 8 di mattina di domenica, con i seguenti compiti: finire di dare il biberon al bambino, accendere il riscaldamento almeno un’ora, cambiare il delfino e ovviamente pulirlo. E posso scrivere di aver eseguito gli ordini di Mein Fuhrer Strega in modo assolutamente impeccabile. Mai fare incaz inalberare una sopravvissuta al processo di Norimberga.

Arj si è scolato il biberon e successivamente ha iniziato a strappare a morsi il materasso per la fame, quindi ho ben deciso di spostarlo sul fasciatoio. Ho capito anche perché mia moglie avesse insistito tanto sul fatto di accendere prima il riscaldamento e poi passare alla fase fasciatoio. Perché quando lo piazzi lì, il bimbo si muove a dodici mani e dodici piedi.

Tuttavia notavo un bellissimo controluce in stanza e così ho deciso di fare il trasgressivo. Niente droghe, ho semplicemente mandato affanc deciso di non seguire gli ordini di Kaiser Strega e di andare a prendere la macchina fotografica. Obiettivo da provare, gioco di luce, non facevo una fotografia da tanto e così via.

Torno con l’attrezzatura e il piccolo stellino nasconde la bomba ad orologeria che stava progettando, e decido di fargli un bel ritratto. Per la sua gioia.

Perché la cosa importante è cogliere l’attimo, quindi poco importa se il bimbo sta mezzo nudo con il riscaldamento spento, tanto è mattino e poi è giovane, ha tre mesi, deve mettere anticorpi e si dimenticherà tutto questo, non è una donna.

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Domenica in Controluce

Eccolo qui il tesoro bello di papà, peccato non si veda bene EFS 60mm Macro USM, ma si veda un semplice bimbo su un fasciatoio in controluce per un ritratto.

Scherzo cuore mio, sei e sarai sempre tu il cuore di papà, ti amo Antonio, ah no, Amilcare, aspetta com’è che ti abbiamo chiamato? Ah sì, Andrea!