strega

Che bello, arriva il giorno del matrimonio, un’altra occasione per rivedere amici e passare qualche sobria ora con famiglie e bambini. Quando giunse il matrimonio del presidente, mamma strega e papà duca si sono guardati negli occhi, undici mesi senza fare una uscita con qualche amico, arrivò quindi il momento di decidere se portarti con loro o meno. Neanche un mezzo secondo di riflessione e la decisione fu lasciarti a casa della nonna Nietta. Ma come andò il matrimonio?

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Ti ricordi quando eri single? Che bella vita facevi, la tua sola preoccupazione era di ricordare di mettere in pausa the witcher quando dovevi scendere il cane, per non farti ammazzare dai drowner.

La Strega in merito alla grande vita sociale del Duca.

Una foto, magari 3x nel titolo potrebbero far pensare a qualcosa di piccante, ma si riferiscono alle splendide e lussureggianti XXX made in Belgio.

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La Strega ricarica poteri con una belga da 3X

Da fotografo sfigato (ogni volta che mi definisco fotografo, uno vero muore) mi sono anche dimenticato di inserire il watermark, perdendo il diritto di immagine e possesso. Quindi mia moglie sarebbe libera. Per vostra fortuna è anche impacchettata ed al primo di voi pronta a reclamarla, in regalo una stupenda sorpresa! Un simpatico bebè! Mangia, piange, mangia, non dorme, mangia, vuole giocare sempre, mangia, non ha delle unghie ma artigli e mangia.

Termino questo delirio, e fisso questa bellissima espressione, in una mattina di credo Aprile. Perché quando bevi una triple, facciamo due o tre a testa, accompagnandole con un tarallo e una mezza bruschetta, una giornata si accende.

Ed anche perché, mentre ero al pc a preparare qualche foto da buttare nell’attività microstock, la mia splendida moglie e Strega andava a letto canticchiando al nostro pachiderma bimbo, le sue materne ninna nanna

Ti prego dormi, tua madre è disperata, è da un anno e non si è mai addormentata e se continua così, finisce alcolizzata.

Come non amare una donna con così grande ironia?

La cosa che per me più premeva era ritornare a postare, facendolo male, magari, ma un po’ di polvere da qui l’ho tolta. Tornando alle cose che contano nella vita. Ma sto parlando della mia famiglia o della belga xxx?

Il titolo prende spunto da una puntata del trono di spade, La Vipera e La Montagna. E con oggi passano due anni dal giorno della Promessa di matrimonio.

In questa galleria immagini ho inserito i momenti al comune e quelli insieme fuori a festeggiare. Con tanto di amici, famiglia e parenti.

Negli ultimi articoli ho scritto di compleanni. Come vi siete rotti voi le balle me le sono rotto anche io. Quindi oggi scrivo del quinto compimese del mio bimbo! Ma che originalità! Ma no, contro ogni pronostico il pargolo è arrivato a quota cinque così come me, chi li avrebbe mai detto che, un domani, avrei festeggiato la festa del papà?

Festa del papà e tanti regali

Inizio polemicamente. La prima festa del papà è anche un modo per capire come vanno le cose nell’ambito regali. Durante la festa della donna tutte queste splendide creature si esaltano affermando che cotale celebrazione è divenuta commerciale ed offensiva. Ma voi provateci a tornare a casa senza un fiore.

Festa della mamma? Te ne vuoi uscire senza un pensierino? Sì, certo…

Alla festa del papà, invece, i regali possono fare filone, come quando un giorno non volevi andare a scuola e in classe non ti presentavi.

Tutta la mia famiglia mi ha illuso per un mese, promettendomi di aspettare delle sorprese fantastiche, sono state così fantasticamente invisibili.

Ma ora occupiamoci della bellissima sorpresa di mia moglie, del regalo che ogni papà vorrebbe avere…

La festa dei papà

Mia moglie, per la festa del papà, mi ha detto, alle prime luci dell’alba

A pranzo aspettati una sorpresa

Così la mia mente ha iniziato a galoppare con Shadow of the Colossus per Play Station 4; le conigliette di Playboy, dai, siamo vicini alla Santa Pasqua, le uova fanno bene; un fine settimana in qualche posto sperduto della Basilicata a fare un sacco di foto; un corso per la fotografia e il post produzione; anche una mezza barretta Kinder mangiucchiata mi sarebbe andata bene.

Torno a casa e trovo il mio regalo, i miei suoceri. E ma che caz Quale gaudio. Cuore in mano, esiste un uomo o una donna felice di stare con i suoceri?

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Prima festa del papà fatta in casa, insieme ai nonni.

Letteratura e cinema si sono fatti i migliori miliardi giocando su questo rapporto marito – moglie – suoceri. Ma alla fine, vederla così felice e contenta, sorridente di stare col suo papà, che importa, basta che stiamo tutti bene.

Tuttavia posso dirmi fortunato dei miei suoceri, lo scrivo sinceramente e non perché mia moglie e un giorno mio figlio, leggeranno queste stronzat perle di saggezza. Non per fare il lecchino, ma tre volte a settimana si fanno tot chilometri per aiutare Santa Strega con Godzilla il mio adorato figlio.

Certo poi nonno Umberto cerca di fargli il lavaggio del cervello per inculcargli la strada del Carabiniere e a papà girano un po’ le balle perché è sempre dell’idea che il proprio bimbo deve seguire il suo sentiero.

E il tuo sentiero è lì, il tuo lavoro ti aspetta bimbo mio adorato. Rendimi fiero di te, Lord Inquisitore.

Cinque mesi di risparmi contro 40’anni

Stare in famiglia è stato utile non solo per razziare le zeppole di San Giuseppe, ma anche per capire che, mio figlio, a cinque mesi, sta messo meglio del padre.

E’ anche probabile che tra dieci anni, non sarò io a dare la paghetta al bimbo ma lui a darla al papà. Tutto questo grazie al bisnonno e ad un suo regalo. Qualcosa legato a una assicurazione ed io non ci capisco nulla di queste cose ma, per fortuna, mia moglie è un genio della finanza, la mia Alan Friedman, quindi è tutto in mano sua.

Anche se, ad esser sincero, io assicurazione la associo alla morte e ultimamente, la Strega, mi guarda sempre con uno strano sorriso e le mie posate sono sempre arrugginite, dettagli.

In definitiva, mio figlio è più ricco di me, alla festa del papà non ho avuto nulla ma, tuttavia, di uno splendido regalo sono riuscito ad entrare in possesso. Una mezza giornata in famiglia con il mio bimbo, la mia splendida e fantastica moglie ed i miei suoceri.

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Prima festa del papà fatta in casa, ritratto di padre, figlio, zeppole e al centro, succo di frutta.

Passata ovviamente in modo sobrio ed elegante.

Per il resto delle foto ho aggiornato l’album online feste e ricorrenze, continuando a sfornare una galleria immagini tra il raccapricciante e il rammarico, proseguendo la mia pugna contro tutti i principi fondamentali.

 

La locanda stava chiudendo. Lui seduto lì a terminare il suo boccale. La notte volgeva al termine, la barda contava le sue monete e lo guardò. Era stato uno dei pochi a non sostar con lo sguardo su linee e curve durante la sua danza, durante il suo canto. Sorrise e confidò all’orso in disparte che la sua dama era una delle più fortunate. Aveva conosciuto tanti guerrieri, chi dal borsello e chi dalle parole facili. Prima di congedarsi rivelò solo un segreto al guerriero. Di amar la sua dama anche quando i suoi stati d’umore sarebbero divenuti inquietanti.

In silenzio contro la Strega

Bellissima intro. Sono proprio un narratore. Ma i miei libri non avrebbero venduto molto. Solo tre righe per scrivere

Ed ecco che il Sole scorreggia e la terra viene bruciata e muoiono tutti e non si salva nessuno.

Fine. Quanto sono sfigato. Tornando allo scritto iniziale, il tutto è dovuto ad una mia amica, che mi raccontò di cosa voglia dire aver un bambino, di quanto mi vedesse preso da mia moglie e che avrei dovuto amarla anche nei suoi momenti più isterici. Ma amore con la A maiuscola, amore puro e veritiero. Doverosamente puntualizzando che una Strega non è mai isterica, ma poco cortese.

Mi sono sposato perché amo mia moglie e anche perché mi son detto curioso di voler approfondire gli aspetti sociali e psicologici del matrimonio. Insomma mi sono sposato per una ricerca scientifica da luminare. Visto quanto, oltre a essere sfigato, sono anche molto cogl un po’ scemotto?

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Scatti in famiglia di un sabato pomeriggio dopo il ritorno dal lavoro

Dieci giorni fa torno a casa. La Strega era felice e contenta. Porto il cane a fare i bisognini e faccio rientro nella nostra umile dimora. Lei era ancora felice e contenta. Prendevo il bambino tra le braccia e lei, felice e contenta, mi mostrava il pranzo che avrei dovuto mangiar il giorno dopo. Lo mette in un contenitore, ma non chiude bene e la busta inizia a riempirsi di olio.

Inizia a essere meno felice e contenta, io non dico nulla e continuo a tenere in braccio il bambino sino a quando non sento una delle sue citazioni più ricorrenti

E’ sempre colpa tua

La Strega

Resto ancora in silenzio. Il mio silenzio forse la urta, non è più felice e contenta ma astiosa e iracondiosa. Sempre nel silenzio, alza la voce

La vuoi smettere di mettermi fretta? Devo fare sempre tutto io?

Amo mia moglie, la amo immensamente, l’amore regna indomito su di me e per l’omicidio si finisce in galera, inizio a ripetermi queste parole. Il bimbo, lui da quattro mesi a questa parte non è mai stato felice e contento ma iracondioso, attaccabrighe, lanzichenecco. Il tenero cucciolo inizia a carezzarmi la guancia, prende le misure, calcola il percorso schiaffo verso guancia di padre e lascia partire uno sganassone con tutta l’iracondia che ha in corpo.

Ma ormai sono in gioco e continuo a giocare, quindi resto ancora eroicamente in silenzio. Una volta che tutto è sistemato, facciamo tappa tutti insieme in camera da letto, lei sorride. Mi invita a stendermi, mi accoglie con un sorriso e sforna un’altra delle sue frequenti citazioni

Scusami, sono una rompicog donna, alle volte, molto lunatica ed opprimente.

La Strega

A quel punto rompo il silenzio stampa, con un semplice Ma io non posso farcela, non ci arrivo alla fine e così crollo, affranto, steso nel letto con lei che sorride e il cucciolo di Krogan che continua a pestarmi.

 

Arriva un giorno importante, i tre mesi del tuo bimbo. Un giorno importante per madre, nonne, zie, ma lo è stato anche per un padre, attaccato come vegetale al pc sulla scelta di un obiettivo macro, fatta anche non in modo lucido. Perché la coppia era reduce da una 96 ore senza dormire e piena di forti emozioni per via del piccolo cucciolo. Una fotografia come testimonianza sull’amore di una madre. Read Full Article

I ricordi. Tornare indietro nel tempo per rivivere emozioni, gioie, momenti tristi, momenti indimenticabili. La settimana scorsa, in ufficio, una piacevole sorpresa. Mancava poco alla fine del mio turno, sul monitor ormai vedevo i folletti irlandesi che avevan fatto partire il conto alla rovescia quando, all’improvviso, una sorpresa.

Ricordi fissi sul lavoro

Un posto di lavoro è, appunto, un luogo dove si lavora e dove non è che ci sia tutto questo spazio per i ricordi. A meno che non siano ricordi del tipo professionali, soddisfazioni dovuti a grandi meriti come quello di aver incendiato l’auto di uno dei tuoi team leader con un semplice accendino ed una scorreg e delle emissioni di gas naturale provenienti da rotondità accentuate del corpo.

Lavoro in un call center, dove i meriti se li prendono quelli che chiamano, stanno a telefono, portano contratti. Non sono un operatore telefonico, prima mi occupavo semplicemente di inserire testo ed immagini per siti, poi son finito, sempre nella stessa azienda, all’avventurosissimo incarico di caricare contratti. Dovrebbe essere un semplice copia e incolla di dati dalla telefonata sul pc. Ma non va così, ma scriverò in merito un altro giorno.

Il mio posto di lavoro è una perenne fonte di ricordi perché lì ho conosciuto la mia futura moglie. Sempre lì, la storia è andata avanti, sino a portare prima al matrimonio e poi alla nascita dell’erede. Quando il mio titolare venne per congratularsi del lieto evento, mi indicava a sua moglie, raccontandole tutta la nostra storia. Qui hai incontrato una splendida ragazza. Qui ti sei sposato. Qui hai avuto un figlio. Così ho sorriso chiedendo al mio titolare una semplice cortesia.

Un domani, di non essere licenziato, ma di essere giustiziato in pubblica piazza.

La settimana scorsa vedo il mio responsabile sorridere (quello buono, non quello al quale ho incendiato l’auto, il mio acerrimo nemico, il barone), mancava una mezzora alla fine.

Ma guarda, un nuovo collaboratore da schiavizzare al computer.

E vedo lui, mio figlio, insieme alla mamma. Lui mi vede. Ci guardiamo. Lui strilla e piange. Poi si avvicinano in massa tutte le ragazze – operatrici e lui inizia a sfoggiare sorrisi a destra e a manca, lo stron il figlio mio adorato che ha già capito tutto. La mamma lo smolla subito a chiunque voglia prenderlo in braccio e si prende tutti i meriti e complimenti come ti somiglia da morire, ha tutto di te, dal padre per fortuna non ha preso un caz proprio nulla.

Ed io, ad RPG Mordor, la ditta dove lavoro, assisto ad un evento più unico che raro, noto che la Strega inizia a commuoversi. Questi occhioni da cerbiatta, tutti lucidi, la voce che le trema. Mi sorride dicendomi che fare quei due piani l’ha colta di sorpresa, tutti i ricordi sono affiorati.

Insomma è entrata ad RPG Mordor per lavorare e la Strega, dopo qualche mese – anno si è ritrovata con una palla al piede e, successivamente, con una simpatica creaturina che divora cose commestibili e non. Per non parlare anche dei bonus cane, cognata, suocera, famiglia, amici alcolizzati di lui e via discorrendo. Più che un attacco di nostalgia credevo le venissero delle vere e proprie crisi epilettiche.

Arriva il momento dei saluti, scendiamo, sempre due piani e ancora mi confida come tutto questo sia stato inaspettato e le riempia ogni giorno il cuore di gioia.

Lei non ama gioielli, odia regali costosi, adora leggere, sentirsi corteggiata ancora, guardare soprattutto fotografie. Più volte scrivo con ironia, gioco sui nostri caratteri, a volte simili altre volte distanti. Non ho la più pallida idea di cosa ci sarà dopo, Paradiso, Inferno, Reincarnazione, viaggio sola andata in terra di Odino. A me basterebbe rivivere tutto questo e poter incontrare la Strega di nuovo.

ricordi, oggetti, still life, strega, albero della vita, gravidanzaUn gioiello, se così si può chiamare, lo ha portato per sei mesi, regalo della zia bionda, non se ne separava mai. Un sonaglio, un ciondolo, non ho la più pallida idea di come si chiami esattamente, ma dopo due piani e sei mesi, tutto un nuovo mondo si è aperto.